Trento, vent’anni fa la Trento “ardente” di Chiara Lubich

Trento, l’11 giugno del 2001 si concludeva la visita di Chiara Lubich alla città di Trento. Oggi pomeriggio, a distanza di vent’anni da quel giorno, il sindaco Franco Ianeselli ha ricordato quest’anniversario, che giunge a poca distanza dalla chiusura dell’anno dedicato al centenario della nascita della fondatrice dei Focolari. L’incontro tra la città e Chiara Lubich è stato celebrato con una nuova aiuola in piazza Fiera realizzata dall’ufficio Parchi e giardini e dal servizio Cultura, con una stele, opera dell’artista della val Badia Loris Irsara e con l’esposizione all’esterno di torre Mirana di una riproduzione gigante del documento di autenticazione della foto di Silvia (Chiara) Lubich risalente al 1943. La stele e la riproduzione del documento sono stati donati dal Museo storico del Trentino che, in collaborazione con il Centro Chiara Lubich, ha realizzato la mostra allestita in occasione delle celebrazioni del centenario alle Gallerie di Piedicastello.
Ianeselli, partecipando oggi alla cerimonia, ha ricordato l’appello che la fondatrice dei Focolari ha lanciato alla sua città al termine della visita del 2001: “Chiara Lubich ha chiesto a Trento di essere “ardente”, ovvero appassionata e sinceramente interessata agli altri, all’ambiente, al mondo che poi è la nostra casa – ha dichiarato il sindaco – Coerentemente con la nostra storia di terra di confine e con i valori che ispirano lo statuto comunale, Chiara Lubich ci ha anche esortato a coltivare la nostra identità speciale e plurale: Trento è infatti diventata città dell’incontro, del dialogo tra le culture e le religioni. Credo si tratti di un messaggio che, ben lungi dall’aver perso di attualità, deve continuare a rappresentare l’orizzonte verso cui tendere e per cui lavorare concretamente ogni giorno. Chiara Lubich, tra l’altro, nel 2001 arrivò in città dopo essere stata a Praga: il filo tessuto tra Praga e Trento divenne un nodo l’anno dopo, con il gemellaggio di cui nel 2022 festeggiamo i vent’anni. Questa ragnatela di legami con il mondo, tessuta anche grazie al movimento dei Focolari, persiste ancora oggi e rende Trento più ricca e aperta agli altri”.

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